mercoledì 22 giugno 2011

IO RICHIEDO - IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO


Sabato 19 giugno in tutto il mondo si è festeggiata la giornata del rifugiato, e a Ferrara per l'occasione è stata organizzata una serata al parco urbano, ospitata nello spazio ancora da scoprire del Camelot Cafè (cfr: Inaugurazione Camelot Cafè).
L'iniziativa si è aperta con una lettura a più voci, dove si incrociavano memorie personali, desideri, sensazioni, pronunce italiane e straniere. I verbali rilasciati dai richiedenti asilo, riduzioni vorticose e dure che nel giro di una frase condensano anni di violenze e peregrinazioni, si mescolavano ai brani più intimi, prosa lirica se non puntualmente poesia, in cui confluivano nostalgie e brandelli di quotidiano. La secchezza tagliente del resoconto cozzava contro il cuore spalancato della vita vissuta, e nessuno tra il pubblico osava fiatare. Lo zoppicare dei lettori più emozionati tra le righe, l'incespicare a tratti delle parole, amplificava il senso dei testi: attribuiva concretezza al percorso lungo e in divenire che ha portato tante persone in Italia, ad imparare una lingua che ora gli appartiene, e che gli permette finalmente di potersi raccontare. L'aria attorno alla gente era elettrica, tesa nell'ascolto, e finalmente vuota di retorica. Ho apprezzato moltissimo la decisione di commentare le esperienze unicamente leggendo, a intervallare i brani, le norme che regolano il diritto di asilo.
La serata è proseguita in maniera abbastanza tradizionale. Conclusa la lettura è stato offerto ai partecipanti un'abbondante aperitivo, semplice ma sempre efficace (pasta fredda, salumi...), e si è stemperata piano la sensazione amara diffusa dai racconti, tra un boccone di pane e salame e uno sguardo al tramonto violaceo. A seguire il concerto di Giorgio Canali (che già aveva accompagnato le letture): un grande classico delle iniziative ferraresi, che ad alcuni annoia e ad altri attira, ad altri un misto tra le due. Io lo ascolto sempre volentieri, ha chiuso piacevolmente un'iniziativa che ho trovato molto onesta.

12 commenti:

  1. molto radical chic, a costo di beccarmi critiche. La parte bella degli immigrati è sempre quella su cui costruire serate, cene, feste a tema. Poi ti capita di lavorare in un posto (si ok, c'è del risentimento personale) che pullula di questa...multiculturalità. E non faccio di tutta l'erba un fascio, LaGiraffa mi conosci, non sono assolumente una persona con delle derive fasciste in corpo. Ma ti assicuro che a leggere di queste serate di letture, in cui conosci i pareri delle persone che sicuramente hanno avuto orribili esperienze, che sicuramente hanno e avranno dei problemi per via delle loro origini, che sicuramente sono onesti lavoratori o studenti o altro che vogliono solo vivere le loro vite. Io non ce l'ho con loro. Mi punge solo un po' che il tema dell'immigrazione sia sempre affrontato in questo modo "alla zuni", cioè un calice di vino, due aperitivi magari multi etnici, probabilmente equo solidali, un po' di commozione e una mostra fotografica. Fine. MA il resto? il loro adattarsi qui che molto spesso corrisponde al nostro adattamento? Ti assicuro che, specialmente in queste ultime serate (una su tutte, ieri sera) ho riconsiderato molto certe mie posizioni. Per dirla papale papale, lo so che i rumeni non sono tutti spacco bottiglia ammazzo famiglia. Ma come mi insegna un collega del korova, fai una stima della media di avventori da bar, quelli per cui hai dovuto chiamare la polizia, o peggio ancora, quelli che ti hanno picchiato o minacciato....indovina un po'? Ripeto, so che non sono tutti così, quello che mi infastidisce è il modo in cui si pensa di risolvere un problema. Il problema è che è difficile integrarsi quando se per 4 lire vigliacche devi rischiare la pellaccia. Poi scusami amica, mi sa che il mio è anche uno sfogo incanalato alla cazzo. Però ci sarà un'alternativa a questo tipo di serate, un 'alternativa veramente utile, voglio dire.
    Un abbraccio.
    Alice

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  2. Grande Alice! Approvo tantissimo i commenti come il tuo: sinceri, spontanei e senza filtro! La serata al parco urbano mi è piaciuta e sono stata bene, ma condivido con te i dubbi sull'effettiva utilità di iniziative del genere. Credo che la coscienza degli italiani, rispetto il tema dell'immigrazione, sia a tal punto in alto mare da giustificare qualsiasi sforzo in direzione dell'apertura (e quindi qualsiasi incontro anche patetico, anche retorico, anche autoreferenziale: tutto fa brodo). Certo che se poi appunto la questione si ferma all'aperitivo non si arriverà mai da nessuna parte. Se posso sbilanciarmi (olè) secondo me la chiave di volta capace di sbloccare la situazione potrebbe essere legata ai sindacati (intesi in senso ideale). La mancata integrazione dipende, come scrivi tu, in massima parte delle condizioni economiche disagiate degli immigrati (per gli italiani vale lo stesso discorso). Se i lavoratori stranieri sfruttati riuscissero ad unirsi in forza sindacale e a mettere alle strette il mercato nero, non ci sarebbe sicuramente nemmeno bisogno di organizzare aperitivi lacrimevoli in loro favore.

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  3. ...mi è piaciuto soprattutto la specifica tra parentesi riguardo ai sindacati (in senso ideale).....è un punto d'inizio, sicuramente. Ma loro? si vogliono realmente unire o preferiscono farlo sono in occasioni rissaiole ? La loro coscenza civile è, e lo dico amaramente, molto indietro rispetto ai nostri canoni (che già alle volte sono ridicoli, ok). Come fare? Come organizzarci / li ?

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  4. Alice, il tuo corpo sarà pure immune da derive fasciste, ciò nonostante (o forse proprio per questo perché, se ci fai caso, fa molto "io non sono razzista, ma se ne stessero a casa loro") questi tuoi commenti mi fanno molta tristezza e anche un po' di rabbia.
    Osservo anche che parli di continuo di "noi", "loro", "nostri" etc e mi sfugge che caratterizzazione abbiano tutti questi pronomi e aggettivi. Italiani vs. stranieri? Europei vs. extracomunitari? Civili vs. incivili?
    Forse prima di chiedersi se "gli altri" sono pronti a raggiungere il "nostro" livello, sarebbe il caso di elaborare il risentimento, soprattutto se si dichiarano intenzioni (più) costruttive (degli aperitivi radical chic).

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  5. Mi aspettavo un commento del genere, non sai quanto.
    Mi interesserebbe sapere se hai mai ricevuto minacce da parte di persone incivili, nel mio caso calabresi e rumeni, di pestaggio, di farti a fettine. Quando questo tipo mi ha avvisato questo ragazzo rumeno ci ha tenuto ad avvisarmi che "io essendo rumeno, ti consiglio di stare attenta, perchè sono fortunata che c'è lui che un altro non ci avrebbe messo niente a darmi una lezione." Ora, non sono io a porre queste differenze. In primis lui ci ha tenuto a ricordarmelo. Quindi, io elaboro il risentimento ogni sera alle sei e mezza, prima di andare al lavoro, ma elabora se ti va questa riflessione: questa ragazza che neanche conosco (io), è impaurita da una situazione, il sistema (nello specifico del mio caso :le forze dell'ordine) le fa sapere che con queste persone non c'è da scherzare, che devo starmene zitta e buonina e se butta male di cambiare lavoro. Io lavoro per un bar comprato da una famiglia cinese. Quindi non voglio essere accusata di essere come dici tu della "non sono razzista ma tutti a casa loro". Lavoro per queste persone e vengo pagata in regola, diversamente da tanti datori di lavoro italiani. Per colpa di questi incivili, che in questo caso identifico senza alcun problema come CALABRESI E RUMENI, io dovrò lasciare il lavoro. Ovviamente conosci la situazione lavorativa italiana, non te lo lanciano per strada. Quindi, nella tua se vuoi riflessione pomeridiana, pensa a cosa diresti tu. Pensa a cosa penseresti sinceramente tu. E smettiamo di raccontarcela, per una volta.

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  6. E la mia polemica finisce qui, anche perchè esce dal tema del post della giraffa. Rimane che sono amareggiata, se smetterò di lavorare in questo bar (e purtroppo sarò costretta a farlo) sarà anche per questo motivo. Comincio a fare brutti pensieri, voglio evitare di generalizzare, chi mi conosce sa come sono fatta. Rimane che la chiave di volta rispetto a queste mie preoccupazioni è sempre la stessa: colpevolizzarmi per un problema che in Italia è presente. Ma che si risolve o con il buonismo o con le fette di prosciutto sugli occhi. E bada bene, Baubau (scusa, non conosco il tuo nome) non me la prendo con te. Non hai idea di quante discussioni nascano (con amici che mi vengono a trovare al bar) su questo problema. Sono solo stanca di ricevere piccate richieste di riflessione invece di una qualche (seppur vicina) risoluzione del problema. Ciao, buona giornata.
    Alice

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  7. Secondo me la "risoluzione del problema" non esiste, non nelle nostre tasche almeno. Come ho già scritto la svolta a questa situazione potrebbe darla solo una politica pulita per il lavoro pulito di tutti, immigrati e non. Non so se sarà mai realizzabile un cambiamento del genere; nell'immediato credo che i singoli cittadini non debbano essere eccessivamente responsabilizzati. Sono infatti tutti vittime della mancata gestione del fenomeno migratorio, Alice che si sente minacciata e il rumeno che delinque per tirare a campare. Entrambi reagiscono al contesto che li circonda. Che fare quindi domani, dopodomani, l'anno prossimo, mentre le cose attorno non cambiano? Non ho ovviamente LA risposta giusta. Io cerco di comportarmi come sento e credo di dovermi comportare (nel lavoro, nelle relazioni...). Cerco di andare a dormire con la coscienza tranquilla, ed è meno facile di quanto sembri.

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  8. mi dispiace molto per le pessime esperienze personali - di fronte alla prepotenza ed alla violenza anche "solo" verbale (anzi, senza "solo", ché non è meno grave) nulla vale - conta solo ciò che può far cessare la violenza.

    Quello che non capisco è cosa c'entri con una iniziativa in cui si parla di rifugiati e richiedenti asilo.

    Proporrei un bando all'uso del termine radical chic - ormai qualunque cosa che non sia una gara di rutti viene bollata come tale.
    Soprattutto se si parla di giustizia, immigrazione, guerra ed altri temi complessi e sensibili. Il giochino della "gente" - che in certa propaganda populista sarebbe solo ignorante ed egoista da cori da stadio- e i salotti privilegiati dall'altra, probabilmente ancora funziona, purtroppo -anche se spesso viene dalla bocca di privilegiati, contro semplici lavoratori

    Non ho elementi sulla serata in questione - ma esperienze passate mi fanno dubitare molto di questa etichetta. Credo ci sia poco di più "popolare" delel testimonianze di rifugiati.
    (ma l'aperitivo non va bene? bisogna fare solo serie conferenze a cui magari non va nessuno - così poi dicono che "non si fa niente"?)

    Mi sa che di iniziative divulgative, in cui poter sentire direttamente le voci dei protagonisti sulla cui pelle tanti speculano, ce ne vorrebbero mille volte tante. Anche perché (almeno a dar retta a certa tv) il sentire comune e l'immaginrio collettivo sono di tutt'altro segno.

    Tanto che son state flebili le proteste contro le leggi xenofobe del nostro paese, i respingimenti, e persino aver lasciato morire di sete oltre sessanta persone bambini compresi- in fuga dalla Libia, nel braccio di mare più controllato del mondo e in una guerra nella quale spendiamo decine di milioni al mese, ha sollevato appena qualche sopracciglio.
    http://mazzetta.splinder.com/post/24537441/61-profughi-lasciati-a-morire-di-fame-e-sete-alla-deriva

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  9. (continua)

    "non si fa nulla oltre agli aperitvi radical chic"
    ecco, questa cosa invece mi fa incavolare. Ma chi l'ha detto?
    Francamente non so se sia un problema di comunicazione delle tante istituzioni, associazioni ed organizzazioni che ci lavorano - ed organizzano anche momenti divulgativi (assediate da una parte di opinione pubblica ostile e aggressiva, elemento non da poco), o un probelma di generale disinteresse o superficialità - ma con tutto quello che si fa nella nostra città mi stupisce sentire una cosa del genere. Forse ho capito male..?

    Parlando invece di immigrazione (cedo anch'io), è vero che di fronte all'emergenza personale, ai sentimenti reali e giustificati delle poersone poco contano le analisi ed i dati. Ricordare ad esempio che -contrariamente alla assurda propaganda leghista dello "straniero privilegiato" la burocrazia per i non comunitari è molto più difficile su ogni singola cosa anche banale, e che in generale gli immigrati producono più in termini di pil e tasse di quanto ricevano come servizi - e senza questo apporto l'economia sarebbe più in crisi e lo stato sociale forse già collassato, non serve a nulla al disoccupato che ha l'urgente, imminente problema di arrivare a fine mese.
    E' inutile ricordare che il singolo ubriacone violento ha infinitamente più visibilità della mamma single che fa il doppio lavoro e degli altri venti che semplicemente vivono onestamente. (però in qualche modo bisognerà pur affrontare anche i pregiudizi che condizionano così pesantemente il nostro paese, a partire da leggi discutibilissime e da razzismo diffuso. E in questo sono importanti anche le iniziative divulgative e le testimonianze dirette)

    Nei casi come quello di alice ci si trova di fronte ad una ingiustizia, ed a quella ingiustizia bisogna porre rimedio. Il resto non conta.

    Io poi trovo criminale che una parte significativa della politica di questo paese sia determinata da chi specula su sentimenti legittimi e disinformazione, ma, appunto, le analisi non servono, i ragionamenti nemmeno, le testimonianze pure, gli aperitivi sono "radical chic". E quindi, che facciamo?

    Forse prima o poi riusciremo a rompere questo meccanismo per cui il disgraziato straniero è "uno starniero" e quello italiano è "un disgraziato"
    (se usassi lo stesso metro, per le mie esperienze, dovrei odiare con tutte le mie forze prima di tutto gli italiani
    e, con generalizzzione altrettanto errata, pensare ogni bene di albanesi, marocchini e ucraini)
    Allo stesso modo non va giudicato attraverso le stesse generalizzazioni il legittimo disagio di chi ha difficoltà, anche gravi, con singoli stranieri - l'invito a contestualizzare sembra solo un segnale di disinteresse vero il problema in se, inoltre si fa il gioco di chi vuole divider il mondo in tribù monolitiche ed immutabili.

    Detto questo, spero interessino il diritto d'asilo e le storie dei rifugiati nel nostro paese (che ne accoglie dvierse volte meno della Francia e della Germania, ed anche di vari paesi africani ed asiatici molto più poveri) - abbastanza per poter sperare venga il giorno in cui non sia più necessario doverne parlare (anche in modi "leggeri")

    (ho scritto in fretta, spero di non causare fraintendimenti)

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  10. Grazie stranieroinpatria, il tuo commento mi rincuora, ho scritto in pieno sfogo e quel radical chic è stato un mio errore, a quella serata non ho partecipato (ma a molte altre de generis si) e non posso giudicare. Ho partecipato però ad altre iniziative...ne ricordo parecchie a Bologna, molto utili visto che offrivano alloggi e sistemazioni ai richiedenti asilo. Comunque ti ringrazio per il tuo intervento, proprio perchè non mi voglio scordare come sono fatta ho bisogno che qualcuno mi ricordi anche l'altro lato della "medaglia". Il mio era un discorso sulla sicurezza che usciva da questo post, da qui il mio "fine polemiche di me stessa"...! Interessano ovviamente tutte le tematiche che per ultime hai citato, mica faccio di tutta l'erba un fascio!! Grazie ancora, e riguardo alla tua prosa tranquillo, a scrivere spontaneamente si guadagna in autenticità! E sicuramente non si tradisce il proprio essere. Buona domenica.
    Alice

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  11. Grazie a te, Alice.
    E' stata una buona occasione per vedere diversi punti di vista senza le solite modalità inutili, oltre che spiacevolei

    Un suggerimento per la Giraffa: nelle'lenco dei tag metti le virgole! O quello che è il segno di separazione da usare su questo blog, altrimenti salta fuori un unico enorme tag che si riferisce solo all'articolo attuale :)

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  12. Grazie stranieroinpatria del consiglio tecnico, in effetti non ci avevo mai pensato. Per quanto riguarda l'utilità delle iniziative: a mio parere gli aperitivi fanno bene, così come le conferenze noiose e le testimonianze dirette. La coscienza italiana è a tal punto assopita da avere bisogno di qualsiasi stimolo a disposizione. Il problema è che troppe volte gli eventi organizzati sul tema dell'immigrazione e del diritto di asilo rimangono sterili, mal pubblicizzati, autoreferenziali. Bisognerebbe trovare modalità nuove per interagire con le persone che mai e poi mai si interesserebbero autonomamente all'argomento, e credo sinceramente che sia un compito difficile, ma non impossibile. Se non ti piace la definizione radical chic possiamo volendo inventarcene un'altra, il significato di quello che ha scritto Alice comunque l'hai capito: le persone che più avrebbero bisogno di aprirsi nei confronti dell'altro volentieri rifuggono le occasioni a disposizione, perché organizzate in contesti e con modalità che fanno tanto "sinistra intellettuale". A scriverlo sembra una cosa brutta, ma credo sarebbe più utile stimolare la riflessione usando modalità e atmosfere più pop (magari anche solo inserendole in contesti locali come le feste paesane). Ancora grazie sia a te che ad Alice per i commenti. Non sapete quanto mi faccia piacere sapere che ci sono persone, come voi, che hanno ancora voglia di spendere cinque minuti cinque per esprimere la loro opinione.

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