lunedì 16 maggio 2011

GLI ANTICHI GIOCHI DELLE BANDIERE ESTENSI


Premetto di non essere un esperta di rievocazioni rinascimentali, né tanto meno del gioco della bandiera. Chiedo quindi scusa anticipatamente per qualsiasi bestialità storica o tecnica scriverò in questo post, e invito chiunque abbia pazienza e voglia a correggere i miei errori con un commento.
Sabato sera per la prima volta ho assistito agli "Antichi giochi delle bandiere estensi". Abito in città da diversi anni, e più e più volte ho avuto occasione di guardare i ragazzi delle contrade sbandierare (durante gli allenamenti o alle prove in piazza del municipio), ma non ho mai tentato nei confronti di questa attività un atteggiamento più consapevole. Mi accontentavo di sostare davanti alle loro evoluzioni, godermi cinque minuti di spettacolo e riprendere poi beatamente gli affari miei. Quest'anno ho voluto interessarmi un po'di più a queste manifestazioni, ho raccolto qualche informazione qua e là e ho assistito alla prima competizione. Ora non ho intenzione di descrivere per filo e per segno ciò che è successo: chi c'era lo sa da solo, chi non c'era avrà avuto di meglio da fare. Provo però a raccogliere delle impressioni sparse, qualche idea vaga e un quesito pratico sulla gestione dell'evento.
IMPRESSIONI SPARSE: la serata si è aperta con l'incredibile performance singola di Andrea Baraldi, per la contrada di San Giacomo (per chi non avesse la minima idea di ciò di cui sto scrivendo, qui si può vedere una sua esibizione dell'anno scorso: http://www.youtube.com/watch?v=LggOEQ1Tkzk). Bravo bravissimo, da restare a bocca aperta, ma mi domando quanto il suo straordinario esercizio possa essere legittimamente avvicinato alla tradizione rinascimentale (e ora mi riferisco a lui perché è stato memorabile, ma ovviamente la domanda è rivolta all'intero repertorio contemporaneo). Gli sbandieratori del Quattrocento facevano veramente numeri del genere, esisteva già una disciplina? Non credo, ma a proposito mi vengono in mente le riflessioni di Hemingway sulla decadenza della corrida: nel massimo fiorire dell'arte la corrida veniva creduta dai suoi contemporanei traviata rispetto la tradizione e indebolita. Forse succede qualcosa del genere anche nel mondo delle bandiere, e la non coerenza dell'attuale competizione rispetto l'usanza antica andrebbe semplicemente interpretata come evoluzione, arricchimento. Personalmente tuttavia mi impressiona come uno spettacolo di giocoleria, per quanto di altissimo livello, possa suscitare oggi tanto clamore.
IDEE VAGHE: stupefacente anche l'esibizione corale della squadra di San Luca: ricca e corposa, elegantissima e allo stesso tempo inquietante la coreografia. Curioso come uno spettacolo per molti versi femminile (i passi di danza, le bandiere che volteggiano come grandi gonne attorno alle gambe) possa essere interpretato e inteso come esibizione di  fierezza virile. Mi rendo conto di scrivere poco meno di una bestemmia, a me ricorda un poco la danza del ventaglio (http://www.youtube.com/watch?v=OfrZwUFEuyY&feature=related).
QUESITO PRATICO: Insostenibile assistere all'intera manifestazione pressati nella folla, in punta di piedi per non farsi sovrastare dalla calca. Dove sono finiti gli spalti che venivano montati in piazza gli scorsi anni? Mi sono molto divertita, se fossi stata seduta mi sarei divertita ancora di più.

3 commenti:

  1. Questi ragazzi sono fenomenali!!Ferrara risplende e si colora in questi giorni e chi non segue gli eventi del palio perché sono "cose da vecchi" o perché ha di meglio da fare si perde un incantevole viaggio tra giochi di corte, dame e cavalieri,musici e stendardi,rulli di tamburo...W il Palio, W Ferrara!

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  2. In realtà, almeno in parte si tratta di "giocoleria storica", incuriosito sul tema ho dato un occhiata:
    http://www.fisb.net/index.php?option=com_content&view=article&id=3&Itemid=26
    n.b.
    I disegnini in fondo alla pagina fanno abbastanza ridere ;)

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  3. si tratta DECISAMENTE di "giocoleria storica", tutto ciò che avviene durante le rievocazioni storiche di Ferrara non sono altro che una "ripresa della tradizione tardo-medievale". Durante il corteo storico che si terrà sabato 21 maggio in corso ercole primo d'este, i vestiti, le acconciature, perfino le disposizioni dei vari personaggi che sfileranno, sono tutti frutto di intensi studi che le contrade compiono ogni anno per riprodurre fedelmente gli usi e costumi dell'epoca di Borso.
    Per quanto riguarda i mancati spalti, devo dire che ciò dipende dall'Ente Palio, il quale sostiene di non avere fondi per poter svolgere in maniera consueta le manifestazioni di quest'anno: partendo dagli spalti in piazzetta municipale, all'allestimento delle tribune in piazza castello in occasione del Giuramento, senza tralasciare la scelta dei giudici di corteo e giuramento.Si pensi che l' intenzione iniziale dell'Ente era di fare la sfilata lungo Corso Giovecca vista la mancanza di fondi per l'illuminazione di Corso Ercole primo d'Este. Fortunatamente si sono trovate soluzioni alternative, perchè la sfilata deve essere fatta in una della vie più storiche di Ferrara, per non perdere l'atmosfera dei tempi...

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