Giovedì sera l'Accademia della Follia ha presentato alla città il laboratorio condotto in collaborazione con il dipartimento di salute mentale, concluso nella produzione di un filmato ispirato alle poesie di Alda Merini.
Per avvicinare il pubblico alla comprensione del lavoro svolto, la serata avrebbe dovuto seguire una scaletta abbastanza anomala, ma potenzialmente molto interessante.
Questo è il riassunto di quello che avrebbe dovuto succedere:
Il regista/attore Claudio Misculin racconta – ovviamente per sommi capi ed aneddoti - la vita della poetessa, suggerisce un impressione della sua personalità e la valenza delle sue scritture riferite all'esperienza del manicomio. All'interno di questa cornice si inseriscono cinque azioni teatrali, e i corrispondenti cinque momenti estrapolati dal filmato prodotto, proiettato per intero in chiusura. Obiettivo del percorso: permettere agli spettatori di partecipare alla costruzione fisica dell'azione, avvicinarsi alla quotidianità della pratica laboratoriale, e seguirne l'evoluzione video.
Ecco quello che in verità è successo:
Questo è il riassunto di quello che avrebbe dovuto succedere:
Il regista/attore Claudio Misculin racconta – ovviamente per sommi capi ed aneddoti - la vita della poetessa, suggerisce un impressione della sua personalità e la valenza delle sue scritture riferite all'esperienza del manicomio. All'interno di questa cornice si inseriscono cinque azioni teatrali, e i corrispondenti cinque momenti estrapolati dal filmato prodotto, proiettato per intero in chiusura. Obiettivo del percorso: permettere agli spettatori di partecipare alla costruzione fisica dell'azione, avvicinarsi alla quotidianità della pratica laboratoriale, e seguirne l'evoluzione video.
Ecco quello che in verità è successo:
Le premesse sono buonissime: il regista introduce a proprio agio, ben calato nel ruolo di collante carismatico, le attrici - un pochino impacciate ma volenterose (nessuno pretende qualcosa di diverso) – si impegnano in interpretazioni coinvolgenti, le poesie incredibili tengono assieme il tutto. Per i primi dieci minuti. Poi la narrazione inizia a scricchiolare: il video iniziale si impalla (evvabbè, può capitare, anche se non dovrebbe), il secondo video non sembra avere problemi ma non è quello giusto (la cronologia del racconto comincia a vacillare), Misculin furibondo alza il medio rivolto ai tecnici (personalmente comprendo la rabbia, ma non la maleducazione esibita), un ulteriore video si sgrana e si interrompe sul più bello, la serata sembra definitivamente implodere. Si decide di continuare solo con le azioni teatrali, anche se il nervosismo di tutti è palpabile e la rappresentazione ne risente.
Nel trambusto l'opinione che mi sono fatta dello spettacolo è che sarebbe stato bello, sarebbe stato veramente intenso. Il video completo proiettato a fine serata - per fortuna senza particolari incidenti - è riuscito parzialmente a compensare l'insoddisfazione per la rappresentazione fallita: autoironico, soluzioni visive e musicali di grande impatto, un'interpretazione della poetessa penetrante, lucida e assolutamente convincente (bravissima l'attrice). L'amaro in bocca all'uscita dalla sala però rimane. Non so quali ostacoli abbiano impedito alla cabina di regia di lavorare come avrebbe dovuto, so che è quasi delittuoso schiantare un occasione del genere (importante per il pubblico e per chi a vario titolo è stato coinvolto nel laboratorio) per dei banalissimi "problemi tecnici".
Nel trambusto l'opinione che mi sono fatta dello spettacolo è che sarebbe stato bello, sarebbe stato veramente intenso. Il video completo proiettato a fine serata - per fortuna senza particolari incidenti - è riuscito parzialmente a compensare l'insoddisfazione per la rappresentazione fallita: autoironico, soluzioni visive e musicali di grande impatto, un'interpretazione della poetessa penetrante, lucida e assolutamente convincente (bravissima l'attrice). L'amaro in bocca all'uscita dalla sala però rimane. Non so quali ostacoli abbiano impedito alla cabina di regia di lavorare come avrebbe dovuto, so che è quasi delittuoso schiantare un occasione del genere (importante per il pubblico e per chi a vario titolo è stato coinvolto nel laboratorio) per dei banalissimi "problemi tecnici".

Nessun commento:
Posta un commento