L'idea di creare questo blog mi frullava in testa già da qualche settimana. Oggi, forte della noia di un ridicolo pomeriggio di metà aprile, ho deciso di provare a renderla vera. Concreta magari no, si rimane pur sempre nell'aere impalpabile del web, ma vera sì (ci siete vero? c'è una briciola di coscienza che nell'universo legge le mie parole... vero?).
Ora proverò a spiegare da che esigenze nasce "Ma era ieri?" e perché credo possa essere utile.
Come tutti - o quasi - ho vissuto gli ultimi anni affamata di eventi (scrivo "quasi tutti" perché ci tengo a escludere mio nonno, il cui orizzonte di mondanità non si spinge oltre la briscola giocata al bar ogni santo giorno che dio cala in terra). Festival letterari, rassegne cinematografiche, inaugurazioni di improbabili caffetterie hawaiane, reading di autori celebri e misconosciuti, tavole rotonde, concerti, performance, sagre del cappellaccio e della salama da sugo... ho frequentato TUTTO, ho partecipato a TUTTO, ho assaporato, ascoltato, ho fatto domande intelligenti (giuro!), sono stata sempre presente. C'è stato un periodo in cui a giorni alterni mi ritrovavo su Telestense, ripresa all'interno di questa o quella celebrazione. Non sono una persona iperattiva - sono anzi piuttosto pigra -, sono semplicemente figlia (ahimé) del mio tempo. L'evento oggi è diventato parte integrante del modus vivendi occidentale, e le ragioni sono molteplici. Mi improvviso sociologa dell'ultima ora: sentimento di impotenza, anonimato, che trova rifugio nella visibilità dell'appuntamento collettivo? Urgenza di condivisione in un momento storico segnato dall'individualismo? O al contrario: bisogno di sentirsi unici mentre giornali e televisioni insegnano quanto la società sia tristemente massificata? A prescindere dalla motivazione personale conscia o inconscia che spinge il singolo, il dato generale resta: in questi anni di crisi e incertezze, prolificano in Italia i festival e le rassegne, come lumache dopo il temporale spuntano ovunque sagre tipiche (mai sentite!) e imperdibili incontri di cittadinanza attiva. Non credo ci sia solo un desiderio di arricchimento spirituale / culturale alla base di questo fenomeno.
Quanti libri avrei potuto leggere in tutte le ore che ho invece speso ad ascoltare "presentazioni di libri"? E' una domanda che fa male...
Non fosse che ho appena deciso di farmene una ragione, accettare la mia natura di animale sociale pavido e fragile, facilmente influenzabile, vittima delle mode e dei modi della gente, compresa appunto la mania per l'evento. Non intendo cambiare abitudini, né tanto meno trasformarmi nell'asceta lacero che non riuscirò mai ad essere. Mi piacerebbe però riuscire a volgere in positivo quest'attitudine mondana.
L'evento è, alla pari di qualsiasi altro prodotto culturale, suscettibile di critiche, o meglio: bisognoso di critiche. Nessun tipo di espressione umana (sto sul vago) può svilupparsi senza che la riflessione e il dialogo intervengano a sondarne il valore e la specificità, e l'evento non fa eccezione. Purtroppo però, mentre nei giornali e sulle newsletter abbondano le segnalazioni di cosa, quando e dove c'è da fare in città, sembrano essere completamente assenti le recensioni.
Ed eccoci al blog. "Ma era ieri?" vuole sopperire a modo suo - senza troppi formalismi - a questa mancanza, commentare a posteriori le occasioni più varie che eventuali svolte a Ferrara e Altrove. I giudizi formulati saranno ovviamente soggettivi, parziali, assolutamente incompleti (senza nessun tipo di pretesa: saranno solo frutto della mia impressione e opinione), e per questo mi piacerebbe aprire lo spazio iper-individualizzato del post al confronto e al dibattito (restando sempre nei termini del rispetto e della buona educazione, e vorrei non doverlo scrivere, ma so purtroppo quanto invece sia importante specificare).
Ora scappo perché sono in ritardo e devo ancora farmi la doccia. Sono stanca e avrei voglia solo di starmene a casa a guardare il soffitto ma... stasera alla biblioteca Ariostea hanno organizzato "La notte del risorgimento"(http://www.artecultura.fe.it/attach/biblioario/docs/notte_risorgimento_invito.pdf).
Ovviamente non posso mancare;).
Per chi come me è e non è di ferrara, che spesso è lontano da casa e quando torna deve rincoporre i pezzi.. beh un bel modo per ricomporli !
RispondiEliminaSarà un piacere ascoltare una giraffa, perché la giraffa ha il cuore lontano dai pensieri, ma vicino agli eventi ferraresi.
RispondiEliminaApprovo in pieno, ottima idea di blog!!
RispondiEliminaTanto tanto bisogno di critica costruttiva... ma che se pure prima di costruire si riuscisse a demolire qualcosina, male non fa!
Ciao Giraffa,
RispondiEliminaTi contatto tramite commento perché non ho trovato nessun altro modo per farlo.
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