lunedì 18 aprile 2011

STRAWBERRY SHORTCAKE



Ieri sera a Sonica aperitivo superintrigante. Lo spazio della sala prove è stato trasformato in una sorta di rivisitazione acida e postmoderna della casa di marzapane dei fratelli Grimm: sentieri di marshmallows e alberi di caramelle, giradischi commestibili e spillette glassate, tappezzeria di pasticcini proiettata sulle pareti. Di grande effetto anche le cascate di palloncini rossi disegnati a modi fragola, a richiamare nella plastica la psicadelia campestre degli strawberry fields. Grandi complimenti quindi alla pasticcera Irene, creatrice sia della cupcakes miracolose che  hanno reso animato l'ambiente (in tutti i sensi possibili: materia che si fa narrazione, ma anche spazio promosso alla dimensione ironica e stilizzata del cartoon), sia delle cupcakes più tradizionali destinate al consumo immediato e gustosissimo. Grandi complimenti in effetti a tutta Sonikart: allestimento invitante e originale, curati e graficamente interessanti le locandine e i flyer, beveraggio al chiosco a prezzi ragionevoli. Cosa avrei potuto desiderare di più?
In effetti mi sarebbe piaciuto assistere al concerto, ma come al solito le tempistiche organizzative in questi casi si dilungano, e io non potevo restare (avevo un imperdibile appuntamento con una teglia di patate al forno e un arrosto arrotolato). Invito quindi chi abbia ascoltato i Versailles e i Silver Rocket a mandare la propria recensione, un commento, un punto esclamativo o interrogativo (!) (?).

1 commento:

  1. SelavitatidalimonitufaiUUUUUUUURG30 aprile 2011 alle ore 06:38

    Robert Downey Jr fa una comparsata sul viso del cantante dei Versailles, che conduce a ritmo samba una versione Mongoloid di Mongoloid dei DEVO, stampando un sorriso sulla faccia di più di uno dei presenti, dopodiché cede il passo ai Silver Rocket, che si trastullano per quaranta minuti buoni ad abbronzare i padiglioni auricolari di tutti i presenti. Grappoli di fragole troneggiano su di noi dagli angoli della stanza mentre cupcakes e marshmallows spariscono misteriosamente che neanche la fossa delle Marianne. Gli hipsters cominciano a defluire cedendo lo spazio agli autoctoni e il cielo si carica di nubi nere come il batacchio di un manzo nero in una notte senza luna, e comincia la vera festa. Da angoli impensati della sala fuoriescono bizzarri personaggi e si detronizza la volta del Cielo di Fragola, ridotta ad un mucchio di palloncini scoppiati da un mucchio di sbronzi ubriachi che ci si avventa sopra come un teenager degli anni che furono sui giornalini dal barbiere; i pochi superstiti (i palloncini, non gli ubriachi) vengono utilizzati a mò di pallone da spiaggia mentre fanno la loro comparsa orecchie da coniglio che si installano su più di una delle teste dei sopravvissuti, con il diggei che mette a rotazione pezzi di gruppi ultrasconosciuti ma pesi degli anni ’80 e Luigi Tenco. PArtY! E mentre anche gli ultimi lasciano la sala dopo una serata gaudente è bello sapere che c’è ancora un posto dove è possibile lasciare a casa la scopa, il palo o qualunque ordigno sia zavorrato al popò di tanti giovani ferrariani per fare un po’ di sano casino. Augh!

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